CHI SIAMO










Kepler-452 nasce nel 2015 a Bologna dall’incontro tra Nicola Borghesi, Enrico Baraldi, Paola Aiello e, per la parte organizzativa, prima Michela Buscema e poi, dal 2021, Roberta Gabriele.


Fin dalla sua nascita la compagnia coltiva un’ambizione, un desiderio, un’urgenza: aprire le porte dei teatri, uscire, osservare, attraverso la lente della scena, ciò che c’è fuori, nell’incrollabile convinzione che la realtà abbia una forza drammaturgica autonoma, che aspetta solo di essere organizzata in scena.

I formati teatrali realizzati da Kepler-452 spaziano dal coinvolgimento in scena di non-professionisti (o attori-mondo, come preferiamo chiamarli) sulla base delle proprie biografie, a reportage teatrali che trasformano indagini sul reale in momenti performativi, alla creazione di percorsi audioguidati e altri dispositivi di interazione con lo spazio urbano, fino alla realizzazione

del Festival 20 30 che, a partire dal 2014, ha portato in scena varie centinaia di under 30 nel tentativo di tracciare un affresco generazionale.



A partire dal 2018 comincia un percorso di produzione con ERT / Teatro Nazionale  che porta alla realizzazione, nel 2018, di Il giardino dei ciliegi - Trent’anni di felicità in comodato d’uso, spettacolo vincitore del Premio Rete Critica 2018, in cui il testo di Cechov incontra la storia di uno sgombero realmente accaduto in Italia nel 2015; F. - Perdere le cose, che debutta a Vie Festival nel 2019, e affronta la vicenda di un migrante senza documenti che, secondo la legge italiana, non può entrare in scena; nel 2022 debutta Il Capitale - Un libro che ancora non abbiamo letto, in cui il fondamentale testo di Marx è raccontato attraverso la voce e i corpi di un gruppo di operai della GKN di Firenze, un’azienda i cui lavoratori sono stati licenziati in blocco con un’ e-mail nel luglio del 2019.

Per il Museo della Memoria di Ustica, nel 2019, realizza È assurdo pensare che gli aerei volino, che tenta la ricostruzione delle biografie di alcune delle vittime dell’incidente che ha coinvolto il DC-9 nel 1980.

A partire dal 2017 realizza diverse edizioni di Comizi d’amore, un format di teatro partecipato che racconta in scena alcune comunità a partire dalle domande poste da Pasolini nel suo documentario omonimo. Nel 2021 Comizi d’amore è lo spettacolo di apertura del FIBA, Festival Internacional de Buenos Aires, in una speciale edizione diretta da remoto, durante il periodo di lockdown.

Kepler crea  anche una lunga serie di percorsi audioguidati intitolata Lapsus Urbano, che esplorano gli spazi urbani nel tentativo di ribaltare lo sguardo quotidiano sulle città.

Nel periodo pandemico la compagnia propone diversi format “interstiziali”, animati dalla volontà di dialogare con le restrizioni e non rinunciare alla possibilità del teatro in un momento in cui questo è apparentemente impossibile: Lapsus Urbano // Il primo giorno possibile, un percorso audioguidato in cui la distanza tra gli spettatori, insieme alla memoria di ciò che è accaduto durante il primo lockdown, è il tema fondante della performance; Consegne - Spedizioni notturne per città deserte e Coprifuoco, due esperimenti teatrali pandemici  in cui un attore travestito da rider tenta una consegna ad uno spettatore travestito da destinatario.

Nel 2020 vince, per il proprio percorso, il premio “Gli asini”, attribuito dall’omonima rivista diretta da Goffredo Fofi.

A maggio 2021 la compagnia debutta con Gli Altri. Indagine sui nuovissimi Mostri, dedicato all’odio sociale e social, drammaturgia di Riccardo Tabilio e Nicola Borghesi, che ne è anche interprete a solo.

Nel 2022 la compagnia vince il bando Daily bread di Stronger Peripheries, accedendo a una serie di residenze tra Italia e Ungheria. Nello stesso anno Nicola Borghesi incontra , nei corridoi dei teatri che comunemente frequentano, Enzo Vetrano e Stefano Randisi, storica coppia teatrale cuore pulsante di una tradizione teatrale antichissima e contemporanea. Tra loro scatta una strana, ineffabile scintilla, a luglio 2022, nell’ambito di Radicondoli Festival debutta il loro spettacolo in coproduzione: Grazie della squisita prova.